
Sembra davvero che sarà il rocker australiano Nick Cave, passato da
poeta maledetto, autore di ballate blues, allucinati
soliloqui punk e melodie claustrofobiche e ossessive, a scrivere la
sceneggiatura del remake de Il Corvo. Il bellissimo, emozionante,
visivamente suggestivo ed emotivamente coinvolgente film dark di Alex Proyas del 1994, infatti, sarà oggetto di un
restyling hollywoodiano che tenterà di offrire alla
nuova generazione di pubblico pagante un prodotto di qualità comparabile
al cult che rese, 16 anni fa, il suo protagonista Brandon Lee, scomparso disgraziatamente durante le riprese,
un'icona immortale di giovinezza e ribellione.
In cabina di regia
Stephen Norrington per un progetto che,
visto il coinvolgimento in fase creativa del visionario Cave, si annuncia
originale, trasgressivo e malinconico al tempo stesso.
Nick Cave, del resto, non è affatto nuovo ad
incursioni più o meno riuscite nel campo
della settima arte: basti pensare alla sua
partecipazione alla stesura de La proposta di John Hillcoat o alla
stesura del bislacco sequel de Il Gladiatore commissionatagli dall'amico Russell Crowe.
Per non parlare della collaborazione, annunciata al Comic-Con, con Guillermo Del Toro per un Pinocchio decisamente fuori dagli schemi.
La
notizia ha, sicuramente, il suo
fascino e noi, certamente,
non vogliamo fermarci allo stereotipo. Ma siamo davvero sicuri che
il connubio luciferino tra diverse espressioni artistiche porti sempre a risultati soddisfacenti?
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