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Filmzone va a lezione di cinema e di gangster da Michael Mann

di Laura | | Categoria: Film


Non abbiamo imparato a sparare come Dillinger, ma Michael Mann ci ha portati a tanto così dalle sue pallottole. Ci ha prestato quel cappotto da 35 dollari lungo e scuro per coprirci dal freddo, proprio come faceva Johnny con le più belle di Chicago, e poi solo con una, il suo BlackBird. E la paura da cani di quando vedi morire davanti a te i tuoi compari, l'abbiamo sentita, ma siamo rimasti composti, come solo il numero uno dei gangster sa fare. Abbiamo riso con amarezza quando nel dipartimento di polizia giravamo indisturbati, in mezzo ai piedipiatti, troppo assorti dal mito di Dillinger, per riconoscerlo, immobile davanti alla sua foto segnaletica, impermeabile in mezzo alla gente che lo amava. Ultimo fermo immagine della sua vita in uno scatto color seppia e sguardo truce, sempre in stand by sul presente, perché i balordi non hanno futuro. Per due ore di film, attraverso il digitale - usato come una stilografica da Mann - la ricchezza dei dettagli, la musica perfetta e una storia satura di luci e ombre, abbiamo portato il Borsalino calato sugli occhi, e siamo rimasti a fissare lo stesso soffitto pesante che il vero Dillinger ha guardato per l'ultima volta prima della balorda sparatoria di Little Bohemia.


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Dopo avervi raccontato con un bellissimo articolo-recensione la conferenza stampa di Michael Mann a Roma, noi di Filmzone abbiamo seguito il regista di Nemico Pubblico in un incontro speciale, per rivedere il film - nelle sale il 6 Novembre - e scoprire qualche segreto sullo stile Mann. E sui lati oscuri di un gangster, che per anni é stato il personaggio più popolare d'America assieme al presidente. Uno che per rapinare una banca impiegava 1 minuto e 40 secondi, e che ballava come un adolescente impacciato stringendo la sua musa dark... Ecco i bossoli raccolti dopo il passaggio di Michael Mann e del suo Nemico Pubblico durante la Masterclass di Roma, dove ad ascoltare la lezione c'erano anche "alunni" d'eccezione, come i registi Salvatores - devoto a Mann e al suo uso del digitale - e Muccino.

NEMICO PUBBLICO NON E' UN FILM D'EPOCA

Se vi aspettate sparatorie ingiallite, toni che virano al seppia o evocazioni romantiche degli anni 30 resterete spiazzati. Mann voleva il qui ed ora del suo anti-eroe, non la nostalgia. Come l'ha ottenuto? Veri abiti di Dillinger, vere ambientazioni, collaborazione con l'FBI, sparatorie con una sola mano. E poi ancora: nuovissime telecamere HD, campo lungo e macchine ad hoc per i primi piani. La pioggia di Chicago é grigia e sporca come allora, non esiste il bianco e nero. Il realismo é estremo - la scena della sparatoria nel bosco vicino alla pensione di Little Bohemia sembra una puntata di real tv - al resto ha pensato Dante Spinotti. E il digitale, nove volte più ricco della pellicola e capace di offrirti mille diverse soluzioni.

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CONTA LA STORIA, CONTA LA SCRITTURA

Basta coi film d'apparenza e azione allo stato puro. La sceneggiatura ha ancora un peso per Mann. Che cercava una storia forte e l'ha trovata. E in quella storia ha raccontato l'ascesa e il declino di un eroe negativo, mostrato non solo nella cronologia degli eventi ma soprattutto nella ricchezza delle scene. Dettaglio che Mann ci fa notare: avete visto come cambia il modo di fare rapine di Dillinger durante il film? Le prime sono opere d'arte, macchine perfette e spietate. Ma col tempo entra la follia, la paura, la stanchezza, l'elementi che non va. A chi lo paragona all'ultimo Tarantino risponde: non studio i film degli altri registi. A chi gli domanda di possibili sequel replica: non rimetterei mai mano a un mio vecchio film.

LA GANG DI DILLINGER E' COME UN TEAM FERRARI


Gli eroi di Nemico Pubblico, che piaccia o no, non sono i buoni. Poliziotti bracconieri e frustrati, Melvin Purvis schiacciato dal mito di Dillinger, che manda al macello i suoi uomini e manca troppe volte il bersaglio, più eroico nei 60 secondi in cui accompagna la donna del gangster in bagno, sollevandola da terra, che in 13 mesi in cui tenta di incastrare il suo nemico giurato. La gang di Dillinger invece, fila che é un piacere. Come un team della Ferrari - dice Mann. Eroi popolari col destino segnato, intrappolati nel presente e nella solitudine, feroci e spacconi. Capaci di sentire l'odore dalla loro fine a un miglio.

IL LATO OSCURO DI JOHNNY DEPP


Mann: quando faccio un film inizio dalla fine. E la fine di Nemico Pubblico era la fine di Dillinger, seduto al Biograph a guardare la sua vita su pellicola. Dillinger parlava con il gangster de Le due strade e diceva addio alla sua donna, pochi minuti prima di finire in una pozza di sangue che il suo popolo avrebbe tenuto come souvenir, immergendo fazzoletti bianchi. Ancora Mann: era Depp l'uomo giusto. Non gli ho chiesto nulla di eccezionale, se non una recitazione che sapevo essere nelle sue corde. Doveva solo esternare le sue emozioni, le sue correnti oscure, complesse e tormentate. Depp conferma tutto. Dillinger gli ricorda suo padre, suo nonno e tutto quello che non ha osato dire prima. Forse neanche a una donna, per cui lo vediamo piangere...

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NON SONO UN MANIACO DEI DETTAGLI

Questa storia di Mann maniaco dei dettagli é un esagerazione! Almeno Mann la vede così. E' vero ci sono scene girate negli stessi posti dove visse e sparò Dillinger. La fuga dalla prigione di Lake Country, per esempio. Ma non c'era altro modo di realizzarla! Servivano quelle mura strette, quella conformazione. E quei cappotti anni 30, pesanti tanto da resistere a decenni di inverni di Chicago. E degli attori dannatamente preparati, a cui Mann ha confezionato un vero curriculum del personaggio che avrebbero interpretato, senza improvvisazioni. Ma questo non é essere maniacali, questo é fare cinema signori....

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E ora ecco cosa ci ha raccontato il nostro lettore, M.P., dopo aver partecipato all'incontro con Mann

Ieri sera a Palazzo delle Esposizioni si é tenuto l'incontro tra il regista Michael Mann e il pubblico che ha assistito alla proiezione in anteprima di Nemico Pubblico. E' stato davvero illuminante, ed emozionante, poter apprendere direttamente dalla bocca di Mann i segreti sulla lavorazione del film, sul suo modo di lavorare con gli attori e sulla sua idea di cinema, sempre emozionale e fuori dagli schemi. Durante la serata il regista ha ribadito la sua fede verso il digitale e l'intenzione di continuare a sperimentare questo mezzo incredibile che offre opportunità impensabili in pellicola. Mann ha inoltre aggiunto che la sua é una ricerca continua verso nuove strade e che quindi non farà mai sequel o remake (per fortuna!). Nemico Pubblico é un Heat ambientato negli anni 30 e girato come Miami Vice, questa é in sintesi l'impressione che sia ha ammirando l'ultimo bellissimo lavoro di Mann. Il film é un flusso di immagini emozionanti che raccontano la passione del gangster John Dillinger, discostandosi ampiamente dalla pellicole che lo hanno preceduto e consegnando momenti di altissima sperimentazione visiva, senza preoccuparsi troppo della dialettica storica, comunque accurata. Un racconto tipicamente alla Mann, di un manipolo di uomini che non possono essere altro che destinati a restare sempre più solo fino a scomparire, per essere coerenti con la propria leggenda.

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