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Amabili resti, vieni all'anteprima con Filmzone

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Jo mercoledì, 10 febbraio 2010

Il vizietto di Pietro

Il grande Pietro Di Giacomo (vero nome dell'italianissimo Peter Jackson :P) ci regala come sempre una costruzione drammatica esemplare. In eterno equilibrio tra il mondo immaginifico dei sogni e il mondo materico, con le sue luci e le sue ombre, attraverso un gioco continuo tra sfocati suggestivi e profondità di campo che lo scenario campestre nord americano impone. La trasposizione dal romanzo, invece, colpisce per la perdita della carica di libido espressa nel libro della Sebold. Nel romanzo la ragazza subisce un abuso sessuale e, verso la fine del film, non si limita ad un tenero bacio....fate prima ad andare a vederlo,  e leggete il libro :D

n° 4
Carlo mercoledì, 10 febbraio 2010

Commento al film

Siamo all’inizio degli anni ’70. Avere quattordici anni per una
ragazzina della provincia americana è importante. Specie se non si è
mai baciato il ragazzo che ti piace ed a cui piaci, come le fa notare
la splendida nonna materna Susan Sarandon. Per parlare della pedofilia,
nella riduzione cinematografica del romanzo di Alice Sebold, il regista
Peter Jackson ambienta la parte onirica del film in una natura
coloratissima ed incontaminata che la Nuova Zelanda, suo paese natale,
riesce ancora a preservare e che certo lo ispira. Ed è la scenografia
che ammalia lo spettatore. Tra citazioni più o meno evidenti di Edward
Hopper, Pop Art, René Magritte, Damien Hirst, l’azione si svolge e si
trasforma, rimbalzando da una realtà American Graffiti ad uno scenario
surreale. Il messaggio del film, non so del libro in quanto non l’ho
letto, è la speranza di un altro mondo, di sospensione e di passaggio
prima, di felicità infinita poi, quando la giustizia fa il suo corso.
L’impronta è tipicamente religiosa: l’innocenza, la violenza, la morte,
il ricordo e la non rassegnazione a non sapere delle persone care
rimaste, infine il limbo, il paradiso, la giustizia, ma non quella
degli uomini, bensì divina. E per coloro che non credono è dura da
mandar giù. Sono perciò la scenografia e la colonna sonora (grazie!
Brian Eno) che salvano l’opera. Le ultime parole del film fatte
pronunciare da una bravissima Saoirse Ronan potevano esserci risparmiate

n° 3
Silvia mercoledì, 10 febbraio 2010

Film commovente

Il film mi ha emozionato molto, vederlo in lingua originale é stato bellissimo!

n° 2
claudia lunedì, 8 febbraio 2010

amabili resti

il trayler mi ha entusiasmato......vorrei proprio vederloooooo!!!!!

n° 1
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