Abel Ferrara adora
Napoli. Lo ha dichiarato molte volte,
decantandone i particolari drammatici e surreali che la rendono un unicum rispetto alle
altre città del mondo, ma
lo ha anche dimostrato, iniziando a lavorare a un
documentario che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto raccogliere le
esperienze di un gruppo di detenute nella
Casa Circondariale di Pozzuoli.

Col passare del tempo, però, il
golfo partenopeo ha preso il sopravvento e
Napoli Napoli Napoli è diventato qualcos'altro: una
stratificazione di tre sceneggiature fuse tra loro che andranno
a completare la parte iniziale e più
realistica del lungometraggio.
E in un'intervista a
L'Espresso, il controverso
regista di Fratelli, assumendo di
non detestare a priori i Festival e di
amare, allo stesso tempo,
Venezia, ha chiuso il cerchio della
sua passione per il nostro Paese, non smentendo la
voce secondo cui il suo
Napoli Napoli Napoli potrebbe
sbarcare al Lido per partecipare al
Festival di Venezia 2009.
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